. Storia - Casa della giovane - Como
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Ingresso Casa della Giovane

La nostra storia

1897

L'industrializzazione nell'800 porta molti cambiamenti. La manodopera femminile aumenta, molte giovani devono passare la settimana lavorativa lontana dalle campagne, dalle famiglie.

Con L'enciclica "Rerum Novarum" la Chiesa porta la sua attenzione alla nuova situazione sociale, mentre a Como le parrocchie prendono inizative per aiutare le operaie del tessile ed altre donne sole in situazioni di miseria, o malattia.

A Friburgo (Svizzera) nel Settembre del 1897 nasce l'Associazione Cattolica Internazionale per la Protezione della Giovane (ACISJF), i primi gruppi già attivi in Francia, Baviera e Svizzera

Una associazione che voleva unire donne per aiutare donne, partendo dalla formazione e dalla protezione dagli sfruttatori.

1902

In Italia nasce l'Associazione Cattolica Opera Protezione della Giovane. Il primo comitato è a Torino, con un centro di assistenza alla stazione, aiuto al collocamento e casa di assistenza. Man mano altre città seguono, tra cui Milano, Genova.

1907

Ci si rende conto che uno dei problemi più pressanti è prestare una prima assistenza alle ragazze in viaggio verso le grandi città alla ricerca di lavoro, spesso ambienti diversissimi da quelli in cui sono cresciute. ACISJF diventa una presenza fissa in molte stazioni ferroviarie, con signore volontarie disponibili a dare le prime indicazioni. Viene ideata la figura dei "Corrispondenti dell'Opera" presenti anche in piccoli centri, per indirizzare già nei luighi di partenza le giovani.

Un primo piccolissimo comitato viene creato a Como. Nonostante i primi risultati, per vicende personali, del comitato resta solo la signora Lele Rebuschini come corrispondente.

1914

ACISJF riparte a Como con nuove volontarie ed una nuova sede in via Borgovico 6, presso le suore Giuseppine, in prossimità della stazione di S.Giovanni.

I verbali dell'epoca raccontano delle molte ragazze aiutate a trovare un lavoro, ospitate in periodi difficili. Durante la guerra, dalle lavoratrici l'accoglienza si allarga alle mogli dei soldati al fronte.

1927

Jeannette Walter Conti è la terza presidente. In occasione dell'esposizione voltiana a Villa Olmo, l'associazione ospita molte visitatrici, così come turiste straniere in visita a Como durante un tour in Italia.

Si aggiungono ad apprendiste operaie, orfane di guerra in transito per le cure marine, domestiche in cerca di una famiglia raccomandabile, ragazze trattenute alla frontiera svizzera.

1931

Lo spazio presso le suore Giuseppine scarseggia. L'associazione acquisisce l'attuale edificio, la "Ghibellina", e vi si tasferisce con alcune suore. I primi tempi sono difficili per le spese sostenute e la grandezza dello spazio da gestire.

1944

Durante gli anni della guerra la Casa della Giovane, aiutata ora dalle suore Poverelle, accoglie tra gli altri profughi dal Sud e dalla Dalmazia, ebrei costretti a nascondersi, reduci di bombardamenti, in collaborazione con l'Ospedale, Comune, Comitato Sfollati, Questura ed altre associazioni femminili e di assistenza.

Ospiti negli anni '50 e sfollati del Polesine

Ospiti negli anni '50 e sfollati del Polesine

1951

L'Italia affronta la tragedia del Polesine e la Casa della Giovane di Como si aggiunge alle associazioni che ospitano gli sfollati dalle alluvioni, alcuni dei quali sperano di poter ricominciare una nuova vita altrove. Vengono ospitate intere famiglie e le signore dell'associazione alla stazione diventano il volto dell'accoglienza che Como riserva ai sinistrati.

1968

Una nuova ala della Gibellina è stata aperta da pochi anni. Vengono ospitati i terremotati del Belice, molti dei quali proseguiranno poi verso la Svizzera e la Germania per ricongiungersi con i familiari già emigrati lì.

1980

Cambia la società e con essa anche la Casa della Giovane: non è più necessara la presenza in stazione delle volontarie, la Svizzera ha ridotto l'ingresso di lavoratori stranieri.

Cambiano anche le ospiti, meno spesso ragazze povere con bambini e operaie in fabbrica, aumentano invece studentesse ed insegnati supplenti, lavoratrici con impieghi temporanei, extracomunitarie.

1999

Vengono avviati importanti lavori di ammodernamento e ristrutturazione della Gibellina, grazie a Caritas, Fondazione Cariplo, Comune, Provincia e Fondazione Provinciale Comasca.

I dormitori diventano camere singole o doppie, al posto di unici locali mensa vengono create più cucine ad ogni piano, per un ambiente familiare ma che consenta anche più indipendenza.

2007

Festeggiamo i nostri primi 100 anni di vita!

 

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